22-09-2026

Auto cinesi in Italia e in Europa: quante sono, quali sono e quali motori usano

Il fenomeno delle auto cinesi è ormai strutturale: nel 2025 hanno conquistato quote importanti del mercato europeo e nel 2026 la crescita è proseguita.

Dai modelli MG e BYD alle nuove Omoda, Jaecoo e Leapmotor, l'offerta cinese spazia dalle citycar elettriche ai SUV ibridi, plug-in e termici.

# Quante auto cinesi circolano in Italia?

La prima precisazione riguarda il termine “auto cinesi”. Non esiste infatti una statistica ufficiale che conti tutte le vetture attualmente circolanti in Italia classificandole per nazionalità del costruttore.

I dati sulle nuove immatricolazioni, però, permettono di fotografare con grande chiarezza la crescita del fenomeno.

Secondo le elaborazioni basate sui dati UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), nel 2025 sono state immatricolate in Italia circa 128.600 autovetture di produzione cinese, pari all'8,4% del mercato.

La progressione è ancora più evidente nel 2026: nei primi quattro mesi dell'anno le vetture di produzione cinese hanno superato le 78.000 unità, circa il 12,5% delle immatricolazioni complessive secondo le elaborazioni pubblicate nel maggio 2026.

Non sarebbe però corretto sommare semplicemente queste cifre per ottenere il numero delle auto cinesi oggi circolanti: occorrerebbe considerare radiazioni, esportazioni, trasferimenti e usato.

Per questo, per l'Italia è più corretto parlare di oltre 200.000 nuove auto di produzione cinese immatricolate soltanto tra il 2025 e i primi quattro mesi del 2026, anziché di un numero preciso di vetture oggi presenti nel parco.

# E in Europa?

Il fenomeno assume dimensioni ancora maggiori. Nel 2025 i marchi cinesi hanno totalizzato circa 811.000 immatricolazioni in Europa, con una crescita vicina al 100% rispetto al 2024.

Un dato ancora più ampio arriva da ACEA (European Automobile Manufacturers' Association): nel 2025 l'Unione Europea ha importato 1.002.742 automobili prodotte in Cina, equivalenti al 7% delle vendite complessive di auto nell'UE e al 20% delle vendite di vetture elettriche a batteria.

Le due cifre non sono in contraddizione: “marchio cinese” e “auto prodotta in Cina” non sono la stessa cosa. Una vettura di un marchio europeo può essere costruita in Cina, mentre alcuni marchi cinesi producono già anche in Europa.

Per quanto riguarda invece il parco circolante, Mobility Global stima circa 6 milioni di veicoli di costruttori cinesi già in circolazione in Europa nel 2025. La stima comprende quindi una platea più ampia rispetto alle sole immatricolazioni dell'anno.

# Quali sono i principali marchi cinesi?

Il mercato europeo è ormai molto articolato. Tra i protagonisti troviamo:

• MG - SAIC: utilitarie, berline, SUV (benzina, full hybrid, plug-in, elettrica);
• BYD: compatte, berline, SUV (elettrica, plug-in hybrid, hybrid);
• Omoda - Chery: crossover e SUV (benzina, hybrid, plug-in, elettrica);
• Jaecoo - Chery: SUV (benzina, hybrid, plug-in);
• Leapmotor: citycar, crossover, SUV (elettrica, range extender);
• Geely: SUV, crossover, berline (elettrica, hybrid);
• Lynk & Co: crossover e SUV (hybrid, plug-in, elettrica);
• Zeekr: berline e SUV (prevalentemente elettrica);
• Dongfeng: SUV, berline, veicoli commerciali (benzina, hybrid, elettrica);
• DFSK: SUV e crossover (benzina, GPL, hybrid);
• NIO: berline e SUV (elettrica);
• XPeng: berline e SUV (elettrica);
• GWM: SUV e crossover (hybrid, plug-in, elettrica).

A questi si aggiungono realtà particolari come DR, EVO, Sportequipe ed EMC, che commercializzano in Italia diversi modelli di origine cinese, oltre a marchi controllati da gruppi cinesi ma con una diversa identità storica, come Volvo, Polestar e Lotus.

L'ACI (Automobile Club d'Italia) sottolineava già nel 2025 la crescente presenza dei marchi cinesi in Italia, evidenziando proprio la varietà di formule attraverso le quali i veicoli prodotti da costruttori cinesi stanno entrando nel mercato nazionale.

# Elettrico sì, ma non soltanto

Un altro elemento interessante è che la crescita cinese non coincide più con la sola auto elettrica.

BYD, per esempio, ha costruito una parte importante della propria espansione europea sulla tecnologia plug-in hybrid, mentre MG propone una gamma che comprende termiche, ibride ed elettriche.

Omoda e Jaecoo offrono motorizzazioni benzina, ibride e plug-in, mentre Leapmotor presidia soprattutto il settore elettrico, con l'introduzione di soluzioni range extender.

È una strategia significativa perché permette ai costruttori cinesi di rivolgersi a mercati europei molto diversi tra loro.

In Italia, dove nel 2025 le auto ricaricabili hanno raggiunto complessivamente appena il 12,8% del mercato, contro il 31,2% degli altri 30 Paesi europei considerati da UNRAE, una gamma non esclusivamente elettrica può risultare particolarmente importante.

# La mappa delle auto cinesi sta quindi cambiando

Il dato più interessante non è soltanto quante auto cinesi vengono vendute, ma quanto rapidamente stanno aumentando le loro presenze sulle strade europee.

Nel 2025 MG ha superato le 300.000 immatricolazioni europee, BYD ha raggiunto circa 187.000 unità, mentre il Gruppo Chery, attraverso Omoda e Jaecoo, ha superato complessivamente le 120.000 vetture.

Il mercato cinese non propone quindi più soltanto una nicchia di auto elettriche a basso costo: oggi comprende citycar, SUV, crossover, berline, modelli familiari e veicoli commerciali, con una gamma di alimentazioni che va dal benzina al GPL, dall'ibrido al plug-in hybrid, fino al 100% elettrico.

E proprio questa combinazione di ampiezza dell'offerta, velocità di crescita e diversificazione tecnologica rende le auto cinesi una delle tendenze più significative dell'automotive europeo.

NOTE

L'articolo è stato ottenuto da una analisi dei dati disponibili sul web di UNRAE - ACEA - ACI - Mobility Global .

L'immagine di copertina è stata ottenuta con l'ausilio dell'AI.

 

 

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